Maggio 26, 2021

Esami diabete: quali fare per la diagnosi, il controllo e il monitoraggio

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Come capire se si ha il diabete? Come diagnosticare il diabete? In questo articolo vedremo tutti gli esami per prevenire e tenere sotto controllo la patologia.

Conosciamo il diabete come una patologia metabolica cronica causata da una mancata o scarsa produzione di insulina da parte del pancreas e caratterizzata dal conseguente aumento di glucosio nel sangue.


Per individuare e monitorare il diabete sono necessari e fondamentali esami periodici e regolari, oltre a un'attenta terapia.


È importante eseguire regolarmente degli esami del sangue e delle urine, soprattutto per i soggetti a rischio per ereditarietà, perché il diabete spesso agisce in maniera silenziosa: alcuni sintomi possono comparire solo dopo anni dall'insorgenza della malattia, senza che l’individuo colpito se ne renda conto.


Infatti, soprattutto per quanto riguarda i casi di diabete di tipo 2, spesso viene diagnosticato in maniera casuale, solo in seguito ad analisi del sangue generiche o in seguito a una visita oculistica. Da un esame dell’occhio, infatti, si può riscontrare una retinopatia diabetica, una delle complicanze del diabete in cui i vasi sanguigni dell’occhio vanno incontro ad alterazioni.


Per questo motivo, l’unico modo per ottenere una diagnosi precoce è attraverso controlli periodici della glicemia.


Attraverso una diagnosi precoce e un regolare monitoraggio, con annessa terapia, è possibile convivere con il diabete in maniera serena e allontanare il più possibile le complicanze che la patologia può provocare.

come si diagnostica il diabete

Come fare una diagnosi precoce

Partendo dal presupposto che un controllo periodico della glicemia è consigliato a tutti dopo i 40 anni, per alcune categorie a rischio è consigliabile effettuare dei controlli periodici a partire dai 35 anni. Nello specifico:


  • persone in forte sovrappeso o obese;
  • appartenenti a famiglie predisposte al diabete o con esperienza di ictus e infarti prima dei 60 anni;
  • donne che hanno avuto diabete gestazionale.

Gli esami principali da fare in questi casi, e per tutti gli altri individui che vogliano tenere sotto controllo il proprio stato di salute, sono innanzitutto quello relativo alla glicemia a digiuno, ed eventualmente un OGTT (test da carico orale di glucosio) e l’emoglobina glicata, seguendo sempre le indicazioni dei professionisti sanitari.

Inoltre, soprattutto per le persone obese, è consigliato periodicamente effettuare i seguenti controlli:


  • indice di massa corporea;
  • trigliceridemia;
  • pressione arteriosa;
  • colesterolemia totale e frazionata.

Per una corretta prevenzione e per una diagnosi precoce del diabete, questi esami vanno ripetuti ogni 3 anni in caso di risultati nella norma, più spesso se uno o più valori risultano alterati.


CareVox aiuta a monitorare i propri valori fornendo un diario per il monitoraggio in cui annotare i dati dei tuoi esami e tenerli sempre a portata di click.


Come si diagnostica il diabete: gli esami del sangue

Il diabete mellito, come già accennato sopra, è caratterizzato dall'elevata presenza di glucosio nel sangue a causa di una insufficiente o mancata produzione di insulina.


L’insulina, prodotta dal pancreas, permette al glucosio di entrare in circolo nelle cellule e trasformarsi in energia per l’organismo. Quando questo processo è difettoso, il glucosio si accumula nel sangue, provocando l’iperglicemia. Per questo, il modo più corretto per diagnosticare il diabete è il controllo dei livelli glicemici nel sangue.


Come abbiamo già visto, i primi esami da fare per una corretta diagnosi sono quella della glicemia a digiuno e l’OGTT.


Esame della glicemia a digiuno

L’analisi della glicemia è un test del sangue effettuato con almeno 8 ore di digiuno che permette di valutare il livello di glucosio nel sangue. È un esame da eseguire in laboratorio o in ospedale, o anche in farmacie o studi medici attrezzati.


L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stabilisce i valori tra 60 e 110 mg/dl come nella norma, oltre il quale, entro i 125 mg/dl, si parla di prediabete, cioè un’iniziale alterazione della glicemia da tenere sotto controllo. In presenza di valori superiori a 126 mg/dl a digiuno, ci troviamo di fronte a diabete vero e proprio.


Test da carico orale di glucosio (OGTT)

Un ulteriore test per diagnosticare il diabete è il test a carico orale di glucosio, detto comunemente curva glicemica. Questo esame permette di individuare alterazioni del metabolismo dei carboidrati.


Anche in questo caso si esegue un prelievo di sangue e successivamente si assume una soluzione glucosata di 75 grammi per via orale. Trascorse due ore dall’assunzione, verrà misurato il livello di glicemia.


I valori della glicemia risultanti inferiori a 140 mg/dl sono da ritenersi normali, tra 140 e 199 mg/dl sono considerati prediabete, da trattare come visto prima con una corretta dieta e movimento fisico giornaliero.

Valori al di sopra dei 200 mg/dl scaturiti dall’esame OGTT indicano senza dubbio una diagnosi di diabete mellito.

come capire se si ha il diabete


Controllo del diabete: tutti gli esami da fare

L’esame della glicemia e il test da carico orale sono sufficienti per capire se si ha il diabete. Tuttavia, a questi possono essere aggiunti ulteriori esami in fase di diagnosi, da definire a seconda del singolo caso a cura del medico.


Inoltre, è di estrema importanza ricordare che, in presenza di diabete conclamato, una gestione ottimale per convivere al meglio con la patologia richiede un monitoraggio periodico che stimi l’efficacia della terapia in corso e prevenga eventuali complicazioni.


Vediamo quindi quali sono gli esami più importanti per monitorare e gestire al meglio il diabete mellito.


Controllo del compenso metabolico

Il controllo del compenso metabolico è fondamentale per tenere sotto controllo i parametri metabolici fondamentali, come l’emoglobina glicata, i grassi nel sangue e la pressione arteriosa.  


Esso viene monitorato attraverso una serie di esami:


  • controllo della glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue), si tratta di un test da effettuare quotidianamente al mattino, e periodicamente in altri orari del giorno, in autonomia. Con questo test, la persona che soffre di diabete può tenere sotto controllo i valori glicemici e assicurarsi che siano sempre nella norma;
  • controllo dell’emoglobina glicata, da eseguire ogni 3 mesi. Questo esame è molto importante per capire se la terapia in corso sta funzionando correttamente e la gestione della malattia è ottimale: infatti, il valore dell’emoglobina glicata al momento dell’esame indica l’andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi, per cui fornisce un quadro statistico valido;
  • esame delle urine (controllo della glicosuria), in presenza di livelli di glucosio elevati nel sangue, questo non riesce a essere assorbito dai reni e viene espulso per mezzo delle urine. L’esame della glicosuria può affiancato a quello del sangue per il controllo del diabete, anche se il risultato che restituisce è legato solo all’andamento della glicemia del momento e non considera lunghi periodi di tempo;
  • stick urine per la presenza di corpi chetonici: un esame rapido che può essere eseguito autonomamente a casa per controllare il metabolismo degli elementi che danno energia al corpo. La presenza di corpi chetonici indica che non si stanno utilizzando gli zuccheri per produrre energia ma le riserve, i lipidi.

Controllo dell’assetto lipidico

Per tenere sotto controllo il diabete, anche gli esami dell’assetto lipidico sono importanti per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari. Nello specifico, vanno tenuti sotto controllo con esami in media ogni 8 mesi:


  • il colesterolo: per evitare malattie cardiovascolari il colesterolo totale deve essere sempre inferiore a 190 mg/dl;
  • i trigliceridi, i cui valori nella norma sono inferiori a 180 mg/dl.

Controllo della funzionalità dei reni

Soprattutto quando un individuo convive con il diabete da molti anni, può sviluppare danni ai reni che possono sfociare in una nefropatia diabetica


Questa complicanza interessa un’alta percentuale di persone diabetiche, circa il 30-40% per quanto riguarda il diabete di tipo 1 e il 10-20% per il tipo 2. Ecco perché è necessario sottoporsi a esami periodici (circa ogni 8 mesi) per il controllo della funzionalità dei reni. Parliamo di: 


  • controllo dell’albumina nelle urine, questo test è utile per capire se l’albumina è presente in maniera anomala nelle urine. I reni che funzionano regolarmente sono atti a trattenerla mentre, se sono danneggiati, non riescono più a compiere questa funzione;
  • controllo della clearance della creatina, con questo esame è possibile capire il volume di sangue che il rene riesce a filtrare in un minuto. Infatti la creatina è la molecola con cui il rene riesce a depurare il sangue;
  • analisi delle urine, permette di capire se i reni funzionano correttamente e se ci sono infezioni in corso;
  • urinocoltura, questo ulteriore test è specifico per rilevare la presenza di infezioni alle vie urinarie.

Come abbiamo visto, convivere con il diabete consiste principalmente nell’avere cura di se stessi e nel tenere sotto controllo la patologia.


A questo scopo CareVox aiuta la persona diabetica, e chi se ne prende cura, fornendo strumenti di raccolta dei dati e di monitoraggio dell’andamento della malattia.

 


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